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Io non sono mai riuscito ad esprimermi prescindendo dalla realtÓ che mi circonda, che mi regala emozioni, che aggredisce tutti i miei sensi, anche se non sempre mi piace. […] quando tocca a me preferisco il dialogo con le cose che tutti vedono e che parlano ad ognuno in modo diverso. La barca ancorata che ruota incessantemente, le foglie che tremano anche senza vento, le montagne che perdono un sasso ogni giorno, il mare che Ŕ sempre agitato, cirri e cumuli che si rincorrono nel cielo sono il fascinoso incessante mutare delle cose che non mutano e io, con gli acquerelli, cerco di fissare almeno un istante delle cose solide, ma non alla maniera impressionista che accetta e si scioglie in questa continua trasfigurazione, ma come un architetto che intrappola lo spazio, lo costringe nelle mura per consegnarlo al futuro e nell'indagare le forme, interpretarle, reinventarle e comporle nelleo spazio bianco, mi affranco dalla condizione umana e sono finalmente solo.
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